Il tempo per indossare gli abiti da lavoro va retribuito?

Roberto Lama
10 Settembre 2025

Cass. civ., sez. lav., ord., 2 settembre 2025, n. 24394

La Cassazione è tornata a pronunciarsi sul tema, ribadendo che il lavoratore che agisce in giudizio per ottenere le differenze retributive legate al tempo impiegato per la vestizione/svestizione ha l’onere di provare che tale attività sia stata svolta dal medesimo, rispettivamente, prima e dopo il momento in cui viene timbrato il badge in dotazione.

L’assolvimento di tale onere probatorio è essenziale affinché la domanda del lavoratore possa essere accolta, a prescindere dall’esistenza di direttive del datore di lavoro che ‘impongano’ che tale attività venga svolta prima della timbratura di ingresso e successivamente a quella di uscita. E’ infatti pacifico, afferma la Corte, che il tempo per la vestizione faccia parte del normale orario di lavoro e, in quanto tale, deve essere retribuito in applicazione del nesso di corrispettività che lega le due controprestazioni. Cionondimeno, come accennato, per il lavoratore non è sufficiente l’allegazione di tale circostanza di fatto, essendo invece necessaria la prova che tale attività sia stata effettivamente svolta al di fuori dell’orario di lavoro circoscritto dalle timbrature del badge.

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