Dal 2 al 13 giugno 2025 si è svolta la 113° sessione della Conferenza Internazionale del lavoro dell’Organizzazione Internazionale del Lavoro (OIL) alla quale ha partecipato anche una delegazione del governo italiano.
Sono state affrontate tematiche fondamentali relative al mondo del lavoro.
In particolare, è stata oggetto di discussione la protezione dei lavoratori dai rischi biologici. È stata adottata, al riguardo, la Convenzione n. 192 (qui il testo integrale disponibile in lingua inglese) che invita gli Stati membri ad attuare politiche nazionali e ad adottare misure in materia di salute e sicurezza sul lavoro che includano la prevenzione dei rischi biologici e la protezione contro tali rischi, nonché la Raccomandazione n. 209 (qui il testo disponibile in lingua inglese), che contiene indicazioni dettagliate sull’attuazione, tra cui la valutazione del rischio, i sistemi di allerta precoce e le misure di pianificazione e risposta (ad esempio, in caso di epidemie o pandemie) come pure la formazione. La Raccomandazione illustra, inoltre, la definizione dei pericoli e dei rischi biologici ed elenca le modalità specifiche di esposizione e trasmissione, come l’aria, il contatto diretto o i vettori biologici.
Un altro (attuale) argomento trattato (per la prima volta) è quello del lavoro dignitoso nell’ambito dell’economia delle piattaforme digitali. La discussione, riguardante, in particolare, l’adozione di uno strumento normativo, è terminata con l’approvazione della relativa Risoluzione e proseguirà, nel 2026, nella 114° sessione della Conferenza.
Le norme proposte riguardano molte questioni, tra le quali i principi e i diritti fondamentali del lavoro, l’equa retribuzione, la previdenza sociale, la salute e la sicurezza sul lavoro, l’impatto dei sistemi automatizzati sulle condizioni di lavoro e sull’accesso al lavoro, la protezione dei dati personali e della privacy e l’accesso efficace ai meccanismi di risoluzione delle controversie.
La Conferenza ha inoltre adottato una Risoluzione per ridurre l’informalità e sostenere la transizione verso il lavoro formale mediante la quale si chiede un’azione urgente per migliorare le condizioni di lavoro, estendere la protezione sociale e creare lavoro dignitoso, soprattutto per le persone più colpite dall’informalità.