Videosorveglianza e lavoratori: la sanzione del Garante

Il Garante per la protezione dei dati personali, nella newsletter del 30 settembre 2026, ha riferito di aver comminato una sanzione di dieci mila euro ad un istituto a seguito dei reclami di due dipendenti che avevano lamentato la violazione dei propri dati personali ed il mancato rispetto dell’art. 4 dello Statuto dei lavoratori in relazione all’installazione di un impianto di videosorveglianza.

Da quanto si evince dal provvedimento, l’istruttoria svolta aveva dimostrato che l’Istituto, dopo aver stipulato un accordo con le organizzazioni sindacali, aveva installato l’impianto in maniera non conforme alla planimetria concordata, aumentando, in particolare, il numero di telecamere e modificando la loro ubicazione. Inoltre, in alcune giornate, durante gli orari di apertura degli uffici, l’istituto aveva attivato le telecamere, sebbene per sole finalità di test, senza aver reso una qualche informativa ai lavoratori.

Pertanto, il Garante ha concluso che l’Istituto aveva agito in maniera non conforme al principio di liceità, correttezza e trasparenza, in violazione degli artt. 5, par. 1, lett. a), 12, par. 1, e 13 del Regolamento e che aveva posto in essere un trattamento di dati personali dei lavoratori mediante il sistema di videosorveglianza in assenza di una preliminare valutazione di impatto sulla protezione dei dati e, pertanto, in violazione dell’art. 35 del Regolamento.

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Maria Santina Panarella
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