Approvata dalla Camera la legge di delegazione europea 2024

L’11 giugno 2025, la Camera dei deputati ha approvato definitivamente il disegno di legge recante "Delega al Governo per il recepimento delle direttive europee e l'attuazione di altri atti dell'Unione europea - Legge di delegazione europea 2024" (A.C. 2280), trasmesso dal Senato il 27 febbraio 2025.

Come è noto, la legge di delegazione europea è uno dei due strumenti di adeguamento all'ordinamento dell'Unione Europea introdotti dalla legge 24 dicembre 2012, n. 234, che ha attuato una riforma organica delle norme che regolano la partecipazione dell'Italia alla formazione e all'attuazione della normativa e delle politiche dell'Unione europea. In base all'articolo 29 della legge n. 234 del 2012, infatti, la legge comunitaria annuale è stata sostituita da due distinti provvedimenti:

  • la legge di delegazione europea, il cui contenuto è limitato alle disposizioni di delega necessarie per il recepimento delle direttive e degli altri atti dell'Unione Europea (comma 4);
  • la legge europea, che contiene norme di diretta attuazione volte a garantire l'adeguamento dell'ordinamento nazionale all'ordinamento europeo, con particolare riguardo ai casi di non corretto recepimento della normativa europea (comma 5).

Come si legge nel sito ufficiale della Camera, il disegno di legge di delegazione europea 2024, a seguito delle modifiche apportate presso il Senato della Repubblica, comprende 29 articoli, divisi in 3 Capi e contiene:

1)     principi e criteri direttivi specifici per l'esercizio della delega relativa a 20 direttive,

2)     norme per l'adeguamento della normativa nazionale a 21 regolamenti;

3)     disposizioni per l'istituzione di un tavolo tecnico avente ad oggetto una sentenza della Corte di giustizia dell'Unione europea (art. 3).

Il Capo I reca le disposizioni generali per il recepimento e l'attuazione degli atti dell'Unione europea, all'articolo 1 conferendo la relativa delega al Governo e all'articolo 2 delegandolo ad adottare, entro diciotto mesi dall'entrata in vigore della legge, disposizioni recanti la disciplina sanzionatoria di violazioni di atti normativi dell'Unione europea.

Il Capo II contiene le disposizioni di delega per il recepimento di direttive europee. Tra queste si segnalano:

  • la direttiva (UE) 2023/2225, relativa ai contratti di credito ai consumatori, cosiddetta Second Consumer Credit Directive, o CCD2 (articolo 4);
  •  la direttiva (UE) 2023/2673, che semplifica la normativa esistente in materia di contratti di servizi finanziari conclusi a distanza (articolo 6);
  • la direttiva (UE) 2024/884 in materia di rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche - RAEE (articolo 8);
  • la direttiva (UE) 2024/1203 sulla tutela penale dell'ambiente (articolo 9);
  • la direttiva (UE) 2024/1785, che modifica la disciplina europea relativa alle emissioni industriali (prevenzione e riduzione integrate dell'inquinamento) e alle discariche dei rifiuti (articolo 10); 
  • direttiva (UE) 2024/2831, relativa al miglioramento delle condizioni di lavoro nel lavoro mediante piattaforme digitali (articolo 11) (ne avevamo parlato in Pubblicata la direttiva per lavoratori e piattaforme digitali);
  •  la direttiva (UE) 2024/2881, relativa alla qualità dell'aria ambiente e per un'aria più pulita in Europa (articolo 12);
  • il Pacchetto legislativo sulla quotazione ("listing act"), finalizzato a rendere i mercati dei capitali pubblici dell'UE più attraenti per le aziende e a facilitare la quotazione in particolare delle piccole e medie imprese (PMI) (articolo 13);
  •  la direttiva (UE) 2024/1640, relativa ai meccanismi che gli Stati membri devono istituire per prevenire l'uso del sistema finanziario a fini di riciclaggio o di finanziamento del terrorismo (articolo 14); 
  • la direttiva (UE) 2024/1619, recante modifiche alla disciplina europea concernente i poteri di vigilanza, le sanzioni, le succursali di paesi terzi, nonché i rischi ambientali, sociali e di governance (articolo 16).

Il Capo III reca, invece, le deleghe conferite al Governo per l'adeguamento della normativa nazionale a regolamenti europei. Si segnalano, al riguardo, in particolare:

  • il regolamento (UE) 2024/1991, per il ripristino degli ecosistemi degradati europei e per contribuire al raggiungimento degli obiettivi in materia di clima e biodiversità, migliorando anche la sicurezza alimentare (articolo 18);
  • il regolamento (UE) 2023/2631 in materia di obbligazioni verdi nazionali (articolo 21);
  • il regolamento (UE) 2023/988,relativo alla sicurezza generale dei prodotti (articolo 24);
  • il regolamento (UE) 2023/1115 (European Deforestation-free products Regulation – EUDR), che mira a ridurre il contributo dell'Unione europea alla deforestazione e al degrado forestale a livello globale, proteggendo così la biodiversità e mitigando i cambiamenti climatici (articolo 26);
  • il regolamento (UE) 2022/1616, relativo ai materiali e agli oggetti di materia plastica riciclata destinati a venire a contatto con i prodotti alimentari (articolo 27);
  • il regolamento (UE) 2023/1542, relativo alle batterie e ai rifiuti di batterie (articolo 29). 
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Maria Santina Panarella
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