Il Consiglio dei Ministri ha approvato, in esame preliminare, un decreto legislativo di attuazione della legge n. 21/2024 per la riforma organica delle disposizioni in materia di mercati dei capitali del TUF, e delle disposizioni in materia di società di capitali contenute nel Codice civile nonché per la modifica di ulteriori disposizioni vigenti al fine di assicurarne il miglior coordinamento.
Nel comunicato stampa pubblicato sul sito istituzionale del Governo, si precisa, infatti, che il provvedimento è destinato ad intervenire sia sul TUF sia sulle norme del Codice civile in materia di società di capitali applicabili anche agli emittenti, con l’obiettivo di sostenere la crescita, favorire il risparmio e l’accesso delle imprese al capitale di rischio, aumentare la competitività, semplificare la disciplina degli emittenti e degli intermediari, razionalizzare l’ordinamento dei mercati finanziari.
Tra le altre cose, si prevedono:
- la distinzione tra gestori autorizzati e gestori di fondi di investimento alternativi (FIA) sotto soglia registrati, al fine di adeguare gli obblighi di vigilanza e i controlli alla diversa dimensione e natura dei soggetti operanti;
- la nuova figura delle società di partenariato, costituite nella forma di società in accomandita per azioni e destinate all’investimento collettivo in operazioni di private equity e venture capital;
- l’adeguamento della normativa nazionale ai regolamenti europei relativi ai gestori di fondi EuVECA ed EuSEF;
- l’inclusione degli enti previdenziali privatizzati tra i clienti professionali di diritto con l’obiettivo di semplificare la loro operatività e favorire la canalizzazione degli investimenti verso le imprese;
- il riconoscimento, tra i princìpi dell’attività di vigilanza, della promozione dell’educazione finanziaria dei cittadini e dello sviluppo sostenibile delle imprese e dei mercati;
- la razionalizzazione delle competenze tra la Banca d’Italia e la CONSOB in materia di vigilanza, con attribuzione alla prima della competenza esclusiva sui requisiti dei soci e degli esponenti degli intermediari;
- l’introduzione di un regime di semplificazione procedurale e riduzione degli oneri amministrativi per i soggetti vigilati, anche attraverso un rinvio a regolamenti attuativi della Banca d’Italia e della CONSOB;
- la revisione delle definizioni di Sicav e Sicaf, società di investimento a capitale variabile e fisso, per comprendere tanto le gestioni interne quanto quelle esterne, assicurando la coerenza con la disciplina antiriciclaggio e tributaria;
- modifiche al Codice civile volte a disciplinare in modo autonomo ed esaustivo i tre sistemi alternativi di amministrazione e controllo, assicurando maggiore discrezionalità nella scelta del modello di governance e rafforzando l’attrattività delle società italiane, rendendo i sistemi più facilmente riconoscibili anche da parte degli investitori esteri.
Inoltre, il decreto introduce importanti modifiche alla disciplina dell’appello al pubblico risparmio e della governance degli emittenti.