Lo scorso mese di luglio è stata assegnata alle Commissioni riunite XII Affari sociali e XI Lavoro in sede referente la proposta di legge n. 2309 contenente ‘Modifiche al decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81, e al codice di cui al decreto legislativo 11 aprile 2006, n. 198, in materia di prevenzione dei rischi psicosociali e di tutela del benessere nei luoghi di lavoro’.
Si tratta di una proposta di legge che mira ad aumentare la tutela della salute mentale e del benessere psicosociale nei luoghi di lavoro.
In particolare, il testo propone:
- all’art. 1, modifiche al decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81, in materia di rischio psicosociale e benessere nei luoghi di lavoro, prevedendo l’aggiunta, all’articolo 28, comma 1-bis, del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81, del seguente periodo: “La valutazione dello stress lavoro-correlato di cui al comma 1, da effettuare sulla base dell’organizzazione del lavoro, delle relazioni sociali, dell’ambiente di lavoro e della pericolosità delle attrezzature o delle mansioni, deve comunque tenere conto del rischio psicosociale, inteso come il rapporto tra la probabilità che si verifichi l’esposizione a uno o più pericoli di natura psicosociale legati al lavoro e la gravità delle lesioni e delle malattie che possono essere causate da tali pericoli, nonché del benessere nei luoghi di lavoro, inteso come soddisfazione dei bisogni e delle aspettative fisiche, mentali, sociali e cognitive del lavoratore nell’esperienza lavorativa”;
- all’art. 2, modifiche al Codice sulle pari opportunità (d.lgs. n. 198/2006), compresa l’introduzione della certificazione del benessere psicosociale nei luoghi di lavoro al fine di attestare le politiche e le misure concrete adottate dai datori di lavoro per contrastare i rischi e promuovere il benessere nei luoghi di lavoro;
- all’art. 3, la previsione di incentivi a favore delle “società benefit” che potranno ottenere tale qualifica in caso di osservanza degli standard di certificazione del benessere psicosociale;
- all’art. 4, incentivi fiscali per beni e servizi rientranti nel welfare aziendale;
- all’art. 5, modifiche al codice dei contratti pubblici (d. lgs. 36/2003).
Qui in calce il testo della proposta di legge ora all’esame delle Commissioni parlamentari.