Greenwashing: il Consiglio dei Ministri ha approvato il decreto legislativo attuativo della direttiva ue

Maria Santina Panarella
11 Novembre 2025

Il Consiglo dei Ministri ha approvato, in esame preliminare, un decreto legislativo che recepisce la direttiva (UE) 2024/825 che modifica le direttive 2005/29/CE e 2011/83/UE in ordine alla responsabilizzazione dei consumatori per la transizione verde mediante il miglioramento della tutela dalle pratiche sleali e dell’informazione (vedi comunicato stampa n. 148 del 5 novembre 2025).

Da quanto si legge sul sito istituzionale, il provvedimento mira a rafforzare le tutele e gli strumenti contro le pratiche commerciali scorrette legate alla sostenibilità ambientale e sociale dei prodotti, i cosiddettigreen claims ingannevoli, e introduce nuove modalità di informazione chiara e verificabile a beneficio dei consumatori.

Il decreto amplia l’elenco delle pratiche commerciali vietate, aggiornando il Codice del consumo. Verranno considerate scorrette e sanzionate le affermazioni ambientali generiche o ingannevoli, come la presentazione di prodotti ‘neutri’ o ‘a impatto zero’, quando tali dichiarazioni non siano attendibili, comparabili e verificabili.

L’obiettivo è rafforzare la tutela dei consumatori e proteggere i settori produttivi più esposti.

Il provvedimento introduce definizioni di asserzione ambientale, marchio di sostenibilità, durabilità e riparabilità dei beni, al fine di rendere più trasparente e verificabile la comunicazione sulle caratteristiche ambientali e consentire ai consumatori di riconoscere con chiarezza i prodotti realmente sostenibili.

In quest’ottica, sono previste nuove regole di trasparenza nelle informazioni ai consumatori, anche per i contratti conclusi online, con l’introduzione di un avviso armonizzato sulla garanzia legale e di un’etichetta armonizzata al fine di rendere immediatamente riconoscibile la durabilità dei prodotti.

Il mancato rispetto delle nuove disposizioni sarà oggetto di vigilanza da parte dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, che potrà applicare le sanzioni previste per le pratiche commerciali scorrette.

In argomento, si veda anche Greenwashing: il Tribunale francese condanna la compagnia petrolifera per pratiche commerciali ingannevoli.

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