Sul sito ufficiale del Parlamento Europeo si legge che le iniziative dell’UE sono volte a favorire una cultura della riparazione, assicurare l'ecocompatibilità dei prodotti e ad evitare che le pubblicità possano ingannare i consumatori. Tra le misure adottate dall’UE vi sono senz’altro quelle dirette a contrastare il greenwashing, la pratica attraverso la quale le aziende presentano i propri prodotti come più ecologici di quanto non siano realmente. Secondo il 1 considerando della direttiva UE 2024/825 del 28 febbraio 2025, al fine di contribuire al corretto funzionamento del mercato interno, sulla base di un livello elevato di protezione dei consumatori e dell’ambiente, e di compiere progressi nella transizione verde, “è essenziale che i consumatori possano prendere decisioni di acquisto informate e contribuire in tal modo a modelli di consumo più sostenibili”. Ne consegue che gli operatori economici hanno la “responsabilità di fornire informazioni chiare, pertinenti e affidabili”.
Si segnala, in argomento, la decisione del 23 ottobre 2025 del Tribunale Judiciaire de Paris (in calce il testo della pronuncia in lingua francese) che si è espressa in relazione proprio ad un caso nel quale erano state contestate condotte di greenwashing.
In particolare, il Tribunale francese ha ritenuto che le società TotalEnergies e TotalEnergies Electricité et Gaz France avessero commesso pratiche commerciali ingannevoli, diffondendo, a partire dal sito web www.totalenergies.fr, messaggi basati sulle affermazioni relative alla loro “ambizione di raggiungere la neutralità in termini di emissioni di carbonio entro il 2050” e di “essere un attore importante nella transizione energetica” tali da indurre in errore il consumatore.
Le Società sono state ì ritenute civilmente responsabili nei confronti delle associazioni Greenpeace France, Notre Affaire à Tous e Friends of the Earth France e così condannate a pagare a ciascuna delle associazioni attrici la somma di 8.000 euro a titolo di risarcimento del danno morale.
Inoltre, il Tribunale ha ingiunto alle Società di cessare la diffusione della comunicazione ingannevole e di pubblicare sul proprio sito il dispositivo della decisione.