L’Ispettorato Nazionale del Lavoro, in data 20 maggio 2025, ha pubblicato la Relazione annuale sulla convalida delle dimissioni e risoluzioni consensuali delle lavoratrici madri e dei lavoratori padri ai sensi dell’art. 55 del Decreto Legislativo 26 marzo 2001, n. 151 per gli anni 2023 – 2024.
L’esame dell’andamento viene svolto dall’INL in collaborazione con l’INAPP e la Consigliera Nazionale di Parità.
La Relazione – visionabile e scaricabile sul sito istituzionale - contiene le cifre e le percentuali riguardanti, tra le altre cose:
Nel corso del 2023, il numero delle convalide complessivamente adottate su tutto il territorio nazionale è stato pari a 62.688, mentre nel 2024 è stato pari a 60.756. Di queste, per il 2023, 44.118 (pari al 70,4% del totale) si riferiscono a donne e 18.570 (29,6%) a uomini; nel 2024, 42.237 (pari al 69,5% del totale) si riferiscono a donne e 18.519 (30,5%) a uomini.
Complessivamente, nel biennio in esame, il rapporto di genere tra i destinatari di provvedimenti di convalida si attesta a 70/30 (donne/uomini), ad eccezione del caso delle risoluzioni consensuali che rappresentano comunque poco più del 1% del totale.
Nelle due annualità di riferimento, pur nelle variazioni descritte, il dato che rimane costante è la prevalenza di coppie con un figlio e l’età del figlio sino ad 1 anno, limite entro cui, come è noto, vige il divieto di licenziamento.
Osservando la distribuzione delle convalide per settore economico, si evince che il settore in cui sono maggiormente concentrate è quello del terziario, seguito da quello dell’industria; terzo settore per numero di convalide è l’edilizia; in ultimo, il settore agricolo.
Per quanto riguarda le motivazioni indicate nel 2024 nelle richieste di convalida, il 39,3% è connesso alla difficoltà di conciliazione con i figli per ragioni legate alla disponibilità di servizi, il 26,5% è relativo al passaggio ad altra azienda, il 25,9% alle difficoltà connesse al lavoro (di conciliazione legata all’organizzazione del lavoro o a scelte del datore di lavoro), l’1,6% a difficoltà logistiche (cambio di residenza/distanza dal luogo di lavoro), lo 0,1% al trasferimento dell’azienda e il 6,6% ad altre motivazioni.
Come emerso anche nelle precedenti relazioni, il tema delle motivazioni presenta profonde differenze di genere. Per le convalide femminili, la motivazione prevalente è la difficoltà di conciliazione tra lavoro e cura del bambino/a: in particolare, la maggioranza delle lavoratrici madri ha collegato tale difficoltà all’assenza di servizi (il 45,2% nel 2023, il 47,5% nel 2024). La seconda tipologia di problematiche è quella legata all’organizzazione del lavoro (29,5% nel 2023 e 30,0% nel 2024). Nel complesso, la difficoltà di cura rappresenta nel 2023 il 74,7% delle convalide, valore che è passato al 77,5% nel 2024. Per i lavoratori padri invece la motivazione principale di recesso è di carattere professionale, ovvero per passaggio ad altra azienda (72,2% nel 2023 e 66,6% nel 2024) mentre la cura dei figli è la motivazione solo nel 16,7% dei casi nel 2023 e del 21,1% nel 2024.