È stata pubblicata sulla G.U. del 25 luglio 2025, la legge 18 luglio 2025, n. 106 contenente le ‘Disposizioni concernenti la conservazione del posto di lavoro e i permessi retribuiti per esami e cure mediche in favore dei lavoratori affetti da malattie oncologiche, invalidanti e croniche’.

I 5 articoli che compongono la legge entreranno in vigore il 9 agosto 2025.

In particolare:

  • l’art. 1 prevede la conservazione del posto di lavoro per un periodo di congedo, continuato o frazionato, fino a 24 mesi;
  • l’art. 2 è dedicato ai permessi di lavoro per visite, esami strumentali e cure mediche, mediante il riconoscimento del diritto di fruire, in aggiunta alle tutele previste dalla normativa vigente e dai contratti collettivi nazionali di lavoro, di ulteriori dieci ore annue di permesso;
  • l’art. 3 prevede l’istituzione di un fondo per l’istituzione e il conferimento di premi di laurea intitolati alla memoria di pazienti affetti da malattie oncologiche;
  • all’art. 4 è previsto il potenziamento dell’infrastruttura tecnologica dell’INPS ai fini dell’attuazione della legge.

Per un approfondimento si veda Lavoratori con malattie oncologiche: anche il Senato ha approvato il testo della proposta di legge

Il Consiglio dell’Autorità per le Garanzie nelle comunicazioni ha approvato in via definitiva le Linee Guida e il Codice di condotta per gli influencer. Con comunicato stampa del 24 luglio 2025, l’AGCOM ha dato atto di aver raggiunto l’approvazione quale risultato di un percorso partecipativo iniziato con un Tavolo tecnico e proseguito con una consultazione pubblica.

Le Linee Guida mirano a garantire il rispetto delle disposizioni del Testo unico sui servizi di media audiovisivi che gli influencer sono chiamati a rispettare. Poiché creano, producono e diffondono contenuti audiovisivi, gli influencer hanno la responsabilità editoriale di ciò che pubblicano sulle piattaforme di condivisione video e sui social media.

Il Codice di Condotta, redatto con il contributo di rappresentanti del settore, aziende e intermediari dell’influencer marketing, stabilisce criteri di trasparenza, riconoscibilità e responsabilità.

Si tratta di misure che si applicano agli influencer “rilevanti”, ossia coloro che raggiungono 500.000 follower, o un numero di visualizzazioni medie mensili pari a un milione su almeno una delle piattaforme di social media o di condivisione video.

Da quanto si legge nel comunicato, gli influencer rilevanti saranno oggetto di un elenco ad hoc che sarà pubblicato sul sito dell’Autorità, dovranno essere chiaramente individuabili e attenersi a regole precise in materia di comunicazioni commerciali, tutela dei diritti fondamentali, protezione dei minori e tutela della proprietà intellettuale.

Il rispetto di quanto indicato nel Codice sarà oggetto di monitoraggio e saranno previste sanzioni in caso di violazioni.

In argomento si veda anche Il rapporto dell’influencer può essere qualificato come rapporto di agenzia?

Con comunicato stampa del 23 luglio 2025, la Corte Internazionale di Giustizia ha riferito di aver reso il parere consultivo sugli obblighi degli Stati in materia di cambiamento climatico, in risposta alla richiesta presentata dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, su iniziativa del piccolo (e bellissimo) Stato di Vanuatu alla quale si erano uniti altri 132 Paesi.

Si tratta di un parere (qui il testo disponibile in lingua inglese), di oltre 140 pagine, non vincolante, ma che avrà senz’altro un grande impatto in materia di responsabilità degli Stati nel cambiamento climatico.

Il parere comprendeva due quesiti. Da un lato, è stato chiesto alla Corte quali siano gli obblighi degli Stati, ai sensi del diritto internazionale, in materia di cambiamento climatico; dall’altro, quali siano le conseguenze legali del mancato rispetto di tali obblighi.

La Corte ha così ricordato che i trattati sul cambiamento climatico, così come altri trattati dedicati all’ambiente, stabiliscono obblighi vincolanti per gli Stati diretti a garantire la protezione del sistema climatico e dell'ambiente dalle emissioni antropogeniche di gas serra. Tali obblighi comprendono, tra gli altri, il dovere di adottare misure al fine di contribuire alla mitigazione delle emissioni di gas serra o il dovere di cooperazione.

Gli Stati hanno il dovere di prevenire danni significativi all'ambiente agendo con la dovuta diligenza, e di utilizzare tutti i mezzi a loro disposizione per evitare che le attività svolte all'interno della loro giurisdizione o controllo causino danni significativi all’ambiente.

Nel rispondere, invece, alla seconda domanda, la Corte ha evidenziato che la violazione da parte di uno Stato di qualsiasi obbligo come individuato costituisce un atto illecito internazionale che comporta la responsabilità di tale Stato.

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