Con comunicato stampa del 23 settembre 2025, il Parlamento Europeo ha riferito di voler migliorare le condizioni di lavoro dei tirocinanti nell’Unione Europea.
La Commissione per l’occupazione, al fine di prevenire pratiche abusive nei confronti dei tirocinanti, auspica che i contratti di tirocinio contengano disposizioni chiare in materia di retribuzione, durata, e protezione sociale.
La Commissione ha proposto modifiche alle nuove norme dell'UE sui tirocini, in una relazione adottata il 23 settembre 2025 con 42 voti favorevoli, nove contrari e sei astensioni. L'obiettivo è garantire condizioni di lavoro adeguate ai tirocinanti e dissuadere le imprese dal mascherare i lavori regolari come tirocini.
I deputati sottolineano che tutti i potenziali tirocinanti dovrebbero ricevere un contratto di tirocinio scritto che descriva la retribuzione, i compiti, gli obiettivi di apprendimento, i diritti e gli obblighi e la durata del tirocinio. I tirocini non dovrebbero durare più di sei mesi, a meno che non siano debitamente giustificati. I tirocinanti dovrebbero anche avere accesso alla protezione sociale, compresa l'assicurazione sanitaria, i sussidi di disoccupazione e i contributi pensionistici, afferma il testo.
La commissione per l'occupazione e gli affari sociali ha inoltre votato a favore dell'avvio dei negoziati interistituzionali. Se non verranno sollevate obiezioni durante l'annuncio del mandato nella prossima sessione plenaria del Parlamento, potranno iniziare i colloqui con il Consiglio sulla forma finale della direttiva.
Il progetto di direttiva sui tirocini della Commissione europea costituisce la risposta alla richiesta del Parlamento europeo del 2023 di stabilire standard minimi di qualità per i tirocini, comprese le norme sulla durata, la retribuzione e l'accesso alla protezione sociale, in conformità con le leggi e le pratiche nazionali.
Qui il testo della proposta di direttiva.
L’esonero per le assunzioni/trasformazioni a tempo indeterminato di giovani under 36, effettuate nel biennio 2021-2022 (disciplinato dalla legge di bilancio 2021), è stato cofinanziato dal Programma Operativo Nazionale “Sistemi di politiche attive per l’occupazione” (PON SPAO) con risorse FSE-REACT EU. La legge di bilancio 2021 aveva previsto, infatti, il concorso al finanziamento di tali misure per mezzo delle risorse del Programma “Next Generation EU”.
Da quanto si legge sul sito dell’Istituto, a seguito di una specifica attività di audit, la Commissione europea ha rilevato la necessità, in ipotesi di cofinanziamento, di un’adeguata informazione rivolta ai destinatari finali del beneficio in merito all’utilizzo dei finanziamenti dell'UE.
Di conseguenza l’INPS, in accordo con il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, nei giorni scorsi ha avviato un’attività di comunicazione alle aziende e, per il loro tramite, ai lavoratori (indicati quali destinatari finali del beneficio da parte della Commissione) che sono stati assunti/trasformati a tempo indeterminato negli anni 2021 e 2022.
Con le comunicazioni inviate dall’Istituto alle aziende beneficiarie, queste ultime sono state invitate a fornire una specifica informazione (tramite email o altra modalità), ai lavoratori per i quali si è fruito della misura, dell’avvenuto finanziamento con i fondi europei (FSE-REACT EU).
La misura di agevolazione era stata avviata per sostenere l’occupazione e superare gli effetti della crisi causata dalla pandemia Covid-19 e le sue conseguenze sociali, nonché per promuovere una ripresa verde, digitale e resiliente dell’economia.
La Commissione Europea ha pubblicato la tabella di marcia per i diritti delle donne (Roadmap for women’s rights) ed ha presentato la Relazione 2025 sulla parità di genere. Come si legge nel comunicato stampa, la tabella di marcia promuove l’agenda per la parità di genere ed illustra una visione politica a lungo termine per far progredire i diritti delle donne. Viene ribadito e rafforzato l’impegno della Commissione ad emancipare le donne e a realizzare una società basata sulla parità di genere in tutta l’Europa e nel mondo.
La tabella fornisce orientamenti per le future misure.
Nell’ambito della strategia 2020-2025 l’Unione ha instaurato una serie di iniziative decisive, ma, secondo la Commissione, i progressi continuano ad essere caratterizzati da (troppa) lentezza oltre che dalla disuguaglianza tra i settori e tra gli Stati membri.
La tabella di marcia stabilisce obiettivi strategici a lungo termine per sostenere e far progredire i seguenti principi fondamentali dei diritti delle donne e dell'uguaglianza di genere:
1) libertà dalla violenza di genere;
2) i più alti standard di salute;
3) parità di retribuzione ed emancipazione economica;
4) equilibrio tra lavoro e vita privata;
5) pari opportunità di lavoro e condizioni di lavoro adeguate;
6) un'istruzione di qualità e inclusiva;
7) partecipazione politica e rappresentanza paritaria;
8) meccanismi istituzionali che garantiscono i diritti delle donne.
La Commissione ricorda, poi, che il successo della tabella di marcia dipende dall'impegno e dal contributo di tutti i soggetti interessati. A questo fine, invita tutte le parti interessate, in particolare il Parlamento europeo e il Consiglio dell'Unione europea, le parti sociali, gli attori della società civile e le altre organizzazioni, ad approvare la dichiarazione sui diritti delle donne nel corso del 2025.