La Commissione Europea ha presentato un nuovo pacchetto digitale diretto alla semplificazione delle regole digitali dell’UE, al risparmio per le imprese e a stimolare l’innovazione.
Come si legge nel comunicato stampa pubblicato sul sito della Commissione Europea il 19 novembre 2025, il pacchetto comprende un omnibus digitale che mira a razionalizzare le regole in materia di intelligenza artificiale, cybersicurezza e dati, e che propone, in sintesi, di semplificare le regole esistenti in materia.
In apertura delle 153 pagine della proposta (qui il testo), si illustra il contesto della stessa, laddove si sottolinea come l’accumulo di normative abbia talvolta avuto un effetto negativo sulla competitività rendendo così necessari miglioramenti rapidi e visibili, per cittadini e imprese.
La proposta del Digital Omnibus – si legge - rappresenta un primo passo per ottimizzare l’applicazione del quadro normativo digitale ed include “un insieme di emendamenti tecnici ad un ampio corpus di legislazione digitale, selezionati per portare un sollievo immediato alle imprese, alle amministrazioni pubbliche e ai cittadini, stimolando la competitività”. L’obiettivo immediato è infatti quello di garantire che la conformità alle regole comporti costi minori.
A questo fine, le modifiche si concentrano:
Le modifiche sono dunque dirette a semplificare le regole, riducendo il numero di leggi e armonizzando le disposizioni, diminuiscono i costi, e sollevano “le piccole imprese di medie dimensioni da determinati obblighi nell’ambito della legislazione sui dati e sull’intelligenza artificiale”, oltre le piccole e microimprese alle quali si applica già un regime speciale
Le proposte saranno ora presentate al Parlamento Europeo e al Consiglio.
Il pacchetto – settima proposta omnibus - si inserisce nel percorso tracciato dalla Commissione per semplificare le regole e rendere l’economia dell’Unione maggiormente competitiva. L’obiettivo dichiarato è infatti quello di raggiungere una semplificazione in grado di ridurre gli oneri amministrativi di almeno il 25 % e quelli per le PMI di almeno il 35 % entro il 2029.