Con messaggio n. 3322 del 5 novembre 2025, l’INPS ha evidenziato che, per l’effetto della sentenza n. 115/2025 della Corte Costituzionale pubblicata nella GU del 23 luglio 2025 (ne avevamo parlato in Corte Costituzionale: congedo parentale anche alla madre «intenzionale» di una coppia omogenitoriale), non possono essere considerate indebite le fruizioni di congedo di paternità obbligatorio da parte della lavoratrice, genitore intenzionale, in una coppia di donne risultanti genitori nei registri dello stato civile, precedenti il 24 luglio 2025 avvenute nel rispetto dell’articolo 27-bis del decreto legislativo n. 151/2001, e delle vigenti disposizioni di legge.
Inoltre, le domande di congedo di paternità obbligatorio a pagamento diretto presentate dalle lavoratrici alle quali il beneficio è stato esteso per effetto della sentenza della Corte Costituzionale, per periodi precedenti al 24 luglio 2025, devono essere riesaminate dalle Strutture territoriali dell’INPS, su istanza di parte, nel rispetto del termine di prescrizione annuale disposto all’articolo 6, sesto comma, della legge 11 gennaio 1943, n. 138, e del termine di decadenza annuale, previsto dall’articolo 47, terzo comma, del D.P.R. 30 aprile 1970, n. 639 (cfr. il messaggio n. 4301 del 17 dicembre 2024).
L’INPS ha pubblicato la circolare n. 95 del 26 maggio 2025 contenente tutte le indicazioni relative all’aumento delle indennità in caso di congedo parentale come introdotte dalla legge di bilancio 2025.
Quest’ultima, come ricorda l’Istituto, modificando il “Testo unico delle disposizioni legislative in materia di tutela e sostegno della maternità e della paternità”, ha aumentato:
Come sintetizza il comunicato stampa, infatti, le principali novità includono:
Ogni coppia genitoriale avrà a disposizione tre mesi retribuiti all'80%, da utilizzare singolarmente o in condivisione, anche in forma alternata o simultanea.
I successivi mesi di congedo rimangono indennizzati al 30%, mentre l'ultimo mese può non essere retribuito, salvo per situazioni di reddito particolarmente basso.
Le nuove disposizioni si applicano ai genitori lavoratori dipendenti che terminano il congedo di maternità o paternità dopo il 31 dicembre 2024 e che fruiscono del congedo parentale dal 1° gennaio 2025 in poi.
I periodi di congedo parentale devono essere utilizzati entro il sesto anno di vita del figlio (o entro 6 anni dall’ingresso in famiglia per adozione o affidamento, e comunque non oltre il compimento della maggiore età).