Il risarcimento del danno da perdita della capacità lavorativa specifica

Maria Santina Panarella
19 Settembre 2025

La Corte di Cassazione è tornata ad affrontare la questione relativa all’accertamento (presuntivo) del risarcimento del danno da perdita della capacità lavorativa specifica (ord. 14 settembre 2025, n. 25156).

Nel farlo la Suprema Corte ha richiamato il principio, al quale ha inteso dare continuità, secondo cui, nei casi in cui una rilevante percentuale di invalidità permanente rende altamente probabile, se non addirittura certa, la menomazione della capacità lavorativa specifica e il danno che necessariamente da essa consegue, il giudice può procedere all'accertamento presuntivo della predetta perdita patrimoniale, liquidando questa specifica voce di danno con criteri equitativi.

La liquidazione di tale danno può avvenire, dunque, attraverso il ricorso alla prova presuntivaallorché possa ritenersi ragionevolmente probabile che in futuro la vittima percepirà un reddito inferiore a quello che avrebbe altrimenti conseguito in assenza dell'infortunio”.

Analogamente, la Corte ha sottolineato che il danno da perdita di capacità lavorativa specifica, non essendo danno in re ipsa, va allegato e provato nell'an e nel quantum (sia pure, appunto, anche a mezzo di presunzioni semplici) dall'attore-danneggiato, e che il danno da riduzione della capacità lavorativa specifica va generalmente ricondotto nell'ambito non del danno biologico, bensì del danno patrimoniale. In argomento si veda anche Come deve essere risarcito il danno da perdita di capacità lavorativa specifica in caso di illecito?

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