Con comunicato stampa del 6 maggio 2026, il Garante per la protezione dei dati personali ha ribadito che l’utilizzo di servizi che consentono di generare e condividere contenuti a partire da immagini o voci reali, arrivando anche a “spogliare” persone senza il loro consenso, possono determinare, oltre a possibili fattispecie di reato, gravi violazioni dei diritti e delle libertà fondamentali delle persone coinvolte, con tutte le conseguenze, anche sanzionatorie, previste dalla normativa europea in materia di protezione dei dati personali.
Già a dicembre 2025 l’Autorità aveva adottato un provvedimento di avvertimento nei confronti degli utilizzatori di servizi basati sull’intelligenza artificiale (Grok, ChatGPT e Clothoff) e altri servizi analoghi disponibili online.
L’Autorità ha così ribadito la necessità di poter intervenire al fine di interdire il collegamento dall’Italia a tali piattaforme di servizi e di bloccare tempestivamente la “catena virale” delle condivisioni e la diffusione incontrollata di dati e materiali dannosi.