Approvato dal CDM il Decreto Lavoro

Con comunicato stampa n. 172 del 28 Aprile 2026, il Consiglio dei Ministri ha riferito di aver approvato, nella seduta del 28 aprile 2026, un decreto-legge che introduce disposizioni urgenti in materia di salario giusto, di incentivi all’occupazione e di contrasto del caporalato digitale.

Da quanto si legge nel comunicato, il provvedimento comprende interventi diretti a rafforzare la dignità dei lavoratori, promuovere l’occupazione stabile di giovani e donne e a contrastare nuove forme di sfruttamento legate all’economia digitale, occupandosi di:

  • incentivi all’occupazione (bonus assunzione donne 2026, bonus assunzione giovani 2026, bonus stabilizzazione giovani 2026, bonus assunzioni ZES 2026);
  • salario giusto; la disciplina sui trattamenti economici complessivi (TEC) – si legge - tutela l’equilibrio di interessi tra lavoratori e parti sociali. Si garantisce ai lavoratori una retribuzione non inferiore ai minimi stabiliti dai contratti collettivi nazionali (CCNL) stipulati dalle organizzazioni sindacali e datoriali comparativamente più rappresentative, contrastando il dumping. La norma mira a tutelare le imprese favorendo la concorrenza leale e a valorizzare l’autonomia di sindacati e datori di lavoro, evitando l’imposizione di un salario minimo fissato per legge e lasciando alla contrattazione la definizione delle voci retributive;
  • disciplina dei rinnovi contrattuali; si prevede che saranno le parti sociali a disciplinare, in sede di rinnovo, le decorrenze degli incrementi retributivi, gli eventuali importi una tantum e gli strumenti di copertura economica per il periodo tra la scadenza del vecchio contratto e la firma del nuovo, assumendo la data di scadenza naturale del contratto previgente come riferimento per assicurare la continuità della tutela economica. Qualora il rinnovo non avvenga entro 12 mesi dalla scadenza, le retribuzioni sono adeguate forfettariamente in misura pari al 30% della variazione dell’Indice dei Prezzi al Consumo Armonizzato (IPCA);
  • contrasto al caporalato digitale e tutele tecnologiche; è prevista l’introduzione di misure specifiche per prevenire l’intermediazione illecita e lo sfruttamento del lavoro, con particolare riferimento alle attività gestite tramite piattaforme digitali, attraverso la verifica dell’identità digitale del lavoratore ed il diritto alla trasparenza algoritmica;
  • conciliazione famiglia-lavoro; viene introdotto uno sgravio contributivo per le imprese che adottano la certificazione UNI/PdR 192:2026, un nuovo strumento di gestione per la conciliazione tra vita familiare e lavoro, che definisce requisiti verificabili e indicatori di performance per le organizzazioni, private e pubbliche, che scelgono di investire in modo strutturato su maternità, paternità, carichi di cura, flessibilità organizzativa, welfare aziendale, salute e continuità di carriera;
  • trattamento di fine rapporto, prevedendo la possibilità per i lavoratori di conferire alla previdenza complementare le quote TFR maturate nel periodo gennaio-giugno 2026.
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Maria Santina Panarella
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